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Sea Factory: Industry 4.0 nel settore dell’ itticoltura. Valutato positivamente dalla Regione Toscana ed ammesso in graduatoria il progetto del raggruppamento di aziende e Università guidato da Quid.

L’itticoltura è un settore in forte espansione; la CEE prevede una crescita annuale del 3,1% e del 112% nell’intero periodo 2014-2030. Il settore conta 820 aziende in Italia, forte  presenza nel Mediterraneo attestata dalla  presenza di oltre 5000 impianti. La dimensione resta, peraltro, per lo più artigianale, priva degli elementi della dimensione industriale tipici di altri settori.

L’ambizione del progetto SeaFactory è agevolare la transizione del settore dell’itticoltura dalla dimensione predatoria della pesca a quella industriale di vera e propria “fabbrica del mare”, integrando l’itticoltura nel sistema trainante per l’economia nazionale dell’agroindustria.

Il progetto è stato presentato nel 2017 da un raggruppamento di aziende guidate da Quid Informatica S.p.A. in partnership con l’Università di Siena all’interno del bando per Progetti Strategici di Ricerca e Sviluppo promosso dalla Regione Toscana e il 12 marzo 2018 ha ricevuto una positiva valutazione, venendo ammesso in graduatoria.
Il progetto prevede il coinvolgimento  a titolo di sperimentatore della società Agroittica Toscana di Piombino (www.agroitticatoscana.it) che provvederà a testare le soluzioni adottate direttamente sui propri impianti in mare posti a 4 miglia dalla costa, tra Piombino e l’isola d’Elba.

Gli obiettivi concreti che il progetto si prefigge sono:

  • raccogliere in mare i dati necessari per valutare le condizioni ambientali di allevamento del prodotto ittico, rilevazione del comportamento del pesce, il tutto finalizzato alla gestione del processo industriale complessivo (qualità, benessere animale, accrescimento stock allevato, riduzione tempi intervento, adozione di iniziative tempestive per migliore gestione);
  • raccogliere a terra i dati sulla gestione del prodotto ittico, sulla sua alimentazione, allevamento, lavorazione e sul processo di trasformazione in generale;
  • tracciare il prodotto ittico e creare una banca dati sulle modalità di allevamento, sulle condizioni marine e di alimentazione in cui si è verificato il suo accrescimento e su come questo è stato processato (dalla cattura sino al confezionamento), creando una vera e propria Carta d’Identità del pescato da distribuire ai consumatori (utenti finali, GDO, enti, ecc.) per verificarne la filiera.

 

 

Sistemi di sensoristica per rilevamento di parametri marini (temperatura e profondità acqua, velocità correnti e venti, ossigeno disciolto, trasparenza e torpidità, Ph,  clorofilla, conducibilità, intensità moto ondoso, concentrazione metalli pesanti e idrocarburi, ecc.), convogliati via radio verso un centro di raccolta delle informazioni.

Sistemi di sensoristica per la sicurezza in mare (sorveglianza in avvicinamento, sorveglianza antintrusione,  sorveglianza sommersa, sensori sonar,  acustici, ecc.), convogliati via radio verso un centro di raccolta delle informazioni.

Tracciabilità completa del prodotto marino, con possibilità di creare una «carta di identità» del pescato, resa disponibile sino al livello del consumatore finale, garantendo così sia la tracciabilità che la rintracciabilità dei prodotti.

Il tutto integrato all’interno dei sistemi gestionali già in uso e quindi integrando le funzioni all’interno dei processi aziendali.

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